La storia (a lieto fine) di Goffredo, SEO Specialist Freelance

Hai aperto questo articolo pensando di leggere qualcosa di serio riguardo la SEO. Invece no. Oggi ti racconto la storia di Goffredo.

Questo è Goffredo. Salutiamolo: "Ciao Goffredo!"

Come diventare SEO Superfichi grazie a Google Tag ManagerGoffredo SEO Specialist freelance

Goffredo è un SEO Specialist Freelance. Ultimamente è un po' sciupato, non trovi?

Purtroppo c'è un terribile problema nella vita di Goffredo: i suoi clienti. O meglio: il reparto IT dei suoi clienti. I programmatori dei clienti di Goffredo mi piace immaginarli così:

Google Tag Manager ti aiuta a gestire il reparto IT dei tuoi clientiI clienti di Goffredo

Ogni giorno, quando sorge il sole, Goffredo si sveglia e sa che dovrà chiedere l'aiuto del programmatore o del reparto IT del suo cliente per implementare quello che gli serve per ottimizzare la SEO, visto che possibilmente non vogliono dargli l'accesso diretto al sito.

Ogni giorno, quando sorge il sole, Goffredo sa che dovrà comunque fare la sua ottimizzazione SEO, altrimenti il cliente si inca... ehm... si altera perché il sito non si posiziona bene sul motore di ricerca. Purtroppo Goffredo (e probabilmente anche tu, se stai leggendo questa storia) sa benissimo che la combinazione delle due cose può comportargli non pochi problemi

Vediamo alcune casistiche che possono far girare le scatole di Goffredo.

  • Cambiare Meta Title e Meta Description: Goffredo deve modificare il title e la description del sito del suo cliente, ma non ha l'accesso al CMS e sa che per fare anche una cosa banalissima di questo tipo deve chiamare il programmatore, che fra tutte le cose che deve già fare chissà quando gli darà retta (sigh).
  • Inserire Meta Tag Robots: il nostro eroe ha bisogno di comunicare al motore di ricerca che la pagina va deindicizzata, e deve farlo anche molto in fretta. Non può aspettare che il programmatore risponda alla sua email.
  • Inserire Rel Canonical: Goffredo deve segnalare al motore di ricerca i duplicati URL non voluti del suo sito. Magari ha chiesto al reparto IT del cliente di farlo, dopo "appena" una settimana hanno implementato la modifica e.... AAAARRGHH!!! Scopre che l'hanno fatto nel modo sbagliato! Goffredo a questo punto sta per avere un attacco di gastrite.
  • Gestione dei Dati Strutturati con JSON-LD: il nostro ormai plurinominato Goffredo vuole aggiungere dei rich snippet al sito in modo tale che in SERP appaiano sitelink, breadcrumbs, review, search box... tuttavia contatta il reparto IT e questi non hanno la minima idea di cosa lui stia parlando, ergo non sanno dove mettere le mani e gli fanno perdere un sacco di tempo. 
  • Attributi Data HTML5: ormai Goffredo, sull'orlo di una crisi di nervi, vorrebbe modificare gli Attributi Data HTML 5 ma... ci rinuncia! Sventola bandiera bianca.

Con Google Tag Manager puoi ottimizzare un sito anche senza accessiGoffredo in preda alla tristezza

Povero Goffredo :( 

Ma aspetta.... qualcosa può cambiare nella complicata vita di Goffredo: un bel giorno incontra Google Tag Manager.

Google Tag Manager per SEO Specialist

Un po' come il funghetto di Super Mario Bros, Google Tag Manager trasforma il nostro eroe in un SEO Specialist superfichissimo che non deve chiedere mai.

Come? Non sai cos’è Google Tag Manager?

Google Tag Manager è un sistema di Tag Management che permette di iniettare delle porzioni di script, all'interno dei siti, senza mettere mano al codice!

Se vuoi capirci di più ti rimando ad un altro articolo che ho scritto su SEMrush in cui ho approfondito tutte le sue funzioni più utili.

Capisci che bella notizia per Goffredo? Dovrà chiamare il programmatore solo una volta - SOLO UNA - per chiedergli di inserire gli snippet di codice per l'installazione di Google Tag Manager stesso, dopodiché.... LIBERTÀ! Il protagonista della nostra storia non dovrà più fare millemila chiamate al reparto IT o mandare lunghissime email a programmatori che non rispondono, perché d'ora in poi potrà fare tutto da sé!

Vediamo come cambia ora l’ottimizzazione SEO di Goffredo, grazie a una funzione fantastica di Google Tag Manager: i Tag HTML Personalizzati.

Come cambiare Meta title e Meta description con Google Tag Manager

Per modificare, ad esempio, il title della pagina, gli basterà creare un nuovo Tag HTML Personalizzato e inserire questo script:

<script>
document.title = "Il mio nuovo titolo di pagina ottimizzato ";
</script> 

Lo attiviamo in corrispondenza della pagina in cui vogliamo inserirlo (l’Homepage in questo esempio), con un attivatore di tipo Visualizzazione di Pagina.

Come modificare meta title con Google Tag Manager

Come inserire Meta Tag Robots con Google Tag Manager

Mettiamo caso che Goffredo non voglia far indicizzare le pagine prodotto di un e-commerce quando gli articoli non sono più disponibili. Dovrà creare un Attivatore che rilevi queste pagine inserendo un elemento no index, follow.

Basta creare un attivatore con l’elenco dell’URL delle pagine che bisogna deindicizzare. Poi andrà a creare un Tag HTML Personalizzato che si attivi in corrispondenza dell'Attivatore appena creato.

<script>
// Rimuoviamo un tag robots esistente
jQuery('meta[name="robots"]').remove();
// Creiamo un elemento di tipo meta che chiameremo metaRobots
var metaRobots = document.createElement('meta');
// Aggiungiamo l’attributo name con il valore ‘robots’
metaRobots.name = 'robots';
// Aggiungiamo l’attributo content con i valori che ci interrsano: 'noindex, follow'
metaRobots.content = 'noindex, follow';
// Aggiungiamo questo bellissimo meta nell’head con jQuery
jQuery('head').append(metaRobots);
</script>

Naturalmente, chi se ne intende di HTML può anche modificare il Tag HTML Personalizzato per aggiungere altri elementi in base alle esigenze :)

Come inserire Rel Canonical con Google Tag Manager

Immaginiamo che Goffredo abbia sia http://www.sitodigoffredo.com/scarpa-blu/ che http://www.sitodigoffredo.com/scarpa-rossa/. Goffredo decide che la pagina canonica è quella la scarpa blu.

Utilizzerà un Tag HTML Personalizzato per implementare questo script su entrambe le pagine, per indicare quale delle due è quella canonica. Ecco lo script:

<script>
 var mycanonical = document.createElement('link'); 
 mycanonical.href = 'http://www.sitodigoffredo.com/scarpa-blu/ '; 
 document.head.appendChild(mycanonical);
</script>

Indichiamo come pagina di attivazione entrambe le pagine dove vogliamo andare a mettere il rel=canonical: http://www.sitodigoffredo.com/scarpa-rossa/ e http://www.sitodigoffredo.com/scarpa-blu/ .

Per maggiori dettagli qui trovi la guida passo passo sul rel canonical con Google Tag Manager.

Gestione dei dati strutturati con JSON-LD

Uuuuuhhh... Qua c'è tutto un mondo dietro! Sempre tramite Tag HTML Personalizzato, Goffredo può iniettare degli script per implementare i dati strutturati del sito e gestire così:

  • il Knowledge Graph
  • i Sitelink
  • le Search Box, i Breadcrumbs e le Review in SERP...

...e tante altre cose meravigliose. Ti rimando a questo articolo di Ottimizzazione SEO, dove ti spiego un po' come si fa :)

Attributi data HTML5

Possiamo anche andare a gestire gli attributi data HTML5 (Data Attributes) per passare dati ed informazioni in Google Analytics. Possiamo farlo in diversi modi, ma vediamo quello più semplice, ovvero usare una variabile di tipo elemento DOM (no, non doom che vuol dire un’altra brutta cosa, ma DOM).

Facciamo finta di avere questo codice:

<a href="http://www.sitodigoffredo.com/link-seo" id="id-link-seo" data-azione="click" data-info="informazioni segretissime">articolo super SEO</a>

Goffredo potrebbe, attraverso la variabile elemento DOM, estrapolare le informazioni degli attributi HTML5 data-azionedata-info.

Come? Semplicemente selezionando:

  • Metodo: ID
  • ID Attributo: id-link-seo
  • Nome attributo: data-azione

Come estrapolare le informazioni degli attributi HTML5 con Google Tag Manager

Si può fare la stessa cosa per l’attributo data-info e il gioco è fatto. Ora Goffredo potrà utilizzare quelle informazioni per i suoi gloriosi scopi SEO.

Morale della storia

E quindi? Che fine ha fatto Goffredo?

Come tutte le storie più belle, c'è un lieto fine. Ora che ha il controllo di tutto, grazie a Google Tag Manager adesso è diventato così :D
 

Seo tips: come avere il controllo di un sito con Google Tag ManagerGoffredo è diventato superfico grazie a Google Tag Manager

Invidioso? :) Puoi diventare un SEO Specialist Superfico come lui se inizi ad usare Google Tag Manager.

Anche tu hai dovuto affrontare i problemi di Goffredo per ottimizzare i tuoi siti web?

Come li hai risolti?

Aspetto qui sotto i tuoi commenti.

Come ottenere lead: il segreto di Landing page che convertono

Creare una landing page efficace è fondamentale per qualunque sito internet: il suo obiettivo principale è quello di “raccogliere” conversioni, qualunque esse siano, dal raccogliere e-mail a cui spedire campagne DEM, fino allo spingere gli utenti a registrarsi o ad acquistare un dato prodotto. Le finalità di una landing page possono essere davvero tante.

In apertura ho aggiunto l'aggettivo “efficace” al concetto di landing page perché è fondamentale che questa pagina sia studiata per convertire al massimo e cercare di portare quante più lead possibile.

Cos'è una landing page e cosa sono le conversioni (lead)?

Prima di proseguire con dei consigli su come costruire delle landing page efficaci e che funzionano, chiariamo cos'è una landing e cosa sono le lead, così da partire proprio dalle basi.

Una landing page è, letteralmente tradotto in italiano, una “pagina di atterraggio”. Si tratta, praticamente, della pagina alla quale gli utenti arrivano appena entrati in un sito web.

Per questo motivo, capiamo bene che la landing deve attirare l'attenzione, deve essere pensata per offrire il massimo in termini di conversioni.

Una lead viene sostanzialmente registrata nel momento in cui un utente compie l'azione desiderata. Ad esempio, se nella tua landing page vuoi riuscire a raccogliere e-mail per inviare poi delle campagne di e-mail marketing, ecco che per ogni utente che arriva sulla pagina di atterraggio e lascia il suo indirizzo di posta elettronica, ti fa registrare una lead.

L'obiettivo finale della landing è quello di massimizzare le lead.

Cosa NON è una landing page?

Una landing page non è la home page del tuo sito, così come non è qualunque altra pagina del tuo progetto online. Si tratta di una sezione creata appositamente per canalizzare i visitatori che vengono da Google (solitamente AdWords), da Facebook o da campagne di e-mail marketing, e che si pone l'obiettivo della massimizzazione delle lead.

Consigli per creare delle landing page efficaci

Ora che abbiamo chiarito il concetto di landing e di lead, vediamo alcuni consigli che potranno tornarti utili per realizzare delle landing davvero efficaci.

1# Crea titoli attraenti

Un buon titolo, che sia in grado di colpire, è la parte fondamentale di ogni landing page. Poiché è il primo testo che l'utente legge, dato che è anche il più grande in termini di carattere e il più evidente, deve essere curato fin nel minimo dettaglio.

Non accontentarti del primo che ti viene in mente, ma continua a pensarci, a modificarlo leggermente o a stravolgerlo fino a che non lo trovi davvero convincente.

Mi piace riportare una frase di David Ogilvy, autore del libro “Confessioni di un pubblicitario”, che ha affermato che:

un titolo rappresenta 80% del dollaro che si ha per fare una landing page. Se esso è sbagliato, si è buttato via l'80% del proprio budget.

— David Ogilvy

2# Usa il sottotitolo per dare un'idea di quello che si troverà nel resto della landing

Appena sotto il titolo bisogna inserire un piccolo riassunto di quello che l'utente potrà trovare nella landing page. Poche parole unite in due o tre frasi al massimo, incisive e che siano in grado di spingere a voler approfondire il concetto.

Insieme al titolo, deve riuscire ad invogliare nella continuazione della lettura.

3# Il testo della landing deve essere coerente con titolo e sottotitolo

In questo caso non parliamo tanto di coerenza di contenuto, in quanto è ovviamente improponibile un titolo che parla dell'offerta A e un contenuto che si rivolge all'offerta B, quanto piuttosto di tipologia di linguaggio usato.

Se inoltre hai fatto delle promesse nel titolo o nel sottotitolo, in questa sezione devi assicurarti di spiegarle per bene e devi far capire all'utente come può riuscire ad ottenerle.

4# La landing deve essere credibile

Una buona landing deve essere credibile, deve dare il senso di affidabilità sul prodotto / servizio che si sta promuovendo.

Per poterci riuscire, puoi usare recensioni o citazioni esterne autorevoli e verificate, scrivere referenze con tanto di foto e nome della persona che le hanno lasciate, indicare di premi e certificazioni che attestano che l'azienda o la persona dietro il sito sia davvero professionale e sappia il fatto suo. Ovviamente, non dimenticare di inserire i dati aziendali.

5# L'emozione fa la differenza

Una buona landing page deve essere emozionale, cioè deve creare nell'utente una sensazione di appartenenza: egli deve sentirla propria e deve essere spinto dal contenuto della pagina stessa a compiere una determinata azione.

Per poter rendere realmente emozionale una landing è necessario offrire, oltre a dei testi curati fin nel minimo dettaglio, anche delle immagini o dei video che possano colpire l'attenzione nel vivo, nel profondo.

Altre idee per “scatenare” le emozioni nel visitatore sono le offerte / promozioni limitate, che solitamente fanno leva sul bisogno e sulla necessità di agire velocemente: “acquista ora per ricevere uno sconto del 50%, solo fino a domani”, oppure “entro la mezzanotte potrai usufruire di un prezzo mai visto” e così via.

6# Una sola azione…

Spesso si vedono delle landing page che risultano confuse in termini di azione da fare. Magari ci sono troppi link di approfondimento, magari due pulsanti da cliccare, oppure ancora un mix di entrambi.

È fondamentale che una landing abbia una e una sola azione da compiere. Non bisogna dare modo all'utente di scegliere perché lo distrae dalla sua “missione”, ovvero quella di generare la lead per noi.

Allo stesso modo, non dovresti mai inserire dei link in uscita in una landing, distraggono e portano via l'utente… e addio conversione. Se proprio necessiti di approfondire un concetto, ci sono delle soluzioni tecniche adatte come le “tab nascoste” o i “div a comparsa”.

7# La landing deve essere responsive

Si, forse non c'era bisogno di dirlo, ma preferiamo essere chiari: con tantissimi utenti che navigano o leggono le e-mail da mobile, anche la landing page deve essere necessariamente responsive. Si tratta di un piccolo accorgimento in grado di migliorare molto il tasso di conversione.

8# Prova sempre la tua landing page

Chiama al computer un tuo amico, un genitore, una persona che non ha mai visto quella landing e fagli guardare la pagina per alcuni secondi, 4 o 5. Se dopo questo breve lasso di tempo è in grado di dirti di che cosa si tratta, ovvero che tipologia di offerta ha di fronte, allora la landing page è giusta e può attirare anche gli utenti. Ovviamente, non limitarti ad un solo parere, ma cerca di raccoglierne quanti più che puoi.

9# Sii aperto alle modifiche (ovvero non dimenticare di testare)

Abbiamo lasciato il punto più importante alla fine: non dimenticare di testare la tua landing page, di essere aperto a modifiche (anche radicali) e di lasciar decidere all'utente finale la soluzione che gli piace di più.

Come puoi capirlo? Semplicemente, metti online più versioni della tua landing page e indirizza gli utenti ad esse, nella maniera che preferisci: casuale, per fasce di età, un giorno sì e uno no… insomma, scegli la cosa che ti piace di più ma assicurati di aver dato ad ogni versione della tua landing la visibilità che merita.

Poi calcola quante conversioni fa una versione e quante l'altra, dopo un po' di giorni paragonale e, quando senti di aver avuto abbastanza informazioni, decidi.

Il mio consiglio è quello di raccogliere un numero sufficiente di dati: è difficile dire quale tra due versioni di una stessa landing converta meglio basandosi su 10 utenti, mentre si ha già un'idea migliore se si hanno 100 comportamenti, meglio se 1.000.

Come creare landing con WordPress

Focalizzandoci un attimo su WordPress, voglio dirti che ci sono diverse soluzioni, temi e plugin che ti permettono di creare delle landing page, come OptimizePress (disponibile anche come tema e plugin), Wordpress Landing Pages, plugin gratuito che può essere ottimo per iniziare, e WP Lead Plus, una soluzione a pagamento che si integra alla perfezione con i vari servizi di email marketing ed è altamente personalizzabile.

Conclusioni

Chiudendo il discorso sul come creare la landing page perfetta, voglio ancora una volta puntare il dito sul testing: per quanto tu possa aver lavorato bene su una landing, per quanto a te possa piacere, ricorda che è sempre l'utente il giudice supremo, colui che decide la bontà o meno di una landing.

Ascolta sempre i tuoi utenti e avrai la certezza di riuscire a “vincere”.

Qualunque soluzione tu decida di implementare, ricorda sempre che la fantasia, l'idea, il “guizzo”, fanno la differenza.

Sicuramente ti capita spesso di imbatterti in landing page mal fatte: quali sono gli errori più comuni secondo te?

Aspetto anche il tuo commento!

Grazie e Buon business!

Lavorare con gli artigiani o con le piccole aziende è bello

Il parco dei possibili clienti di un consulente internet è vasto, ma la soddisfazione di lavorare con un piccolo artigiano o imprenditore non ha paragoni. Il piccolo artigiano realizza ogni giorno un prodotto unico, costruito grazie ad anni di esperienza e lavoro. Il piccolo imprenditore che lavora a diretto contatto con il proprio prodotto ed i propri collaboratori spesso gestisce l’azienda come una squadra da coordinare. Proprio questi sono i clienti che, discutendo di un progetto web , superata l’iniziale diffidenza del “nuovo” si dimostrano più interessati a mettersi in gioco.

Il piccolo artigiano lavora con il telefono!

Ogni telefonata ricevuta è una possibilità di lavoro, un’opportunità.

Quando veniamo contattati per una consulenza o per realizzare un sito web di solito succede questo:

Spieghiamo che con un sito web ben realizzato e una campagna di promozione ragionata possiamo far aumentare le telefonate.

La reazione è solitamente un eccessivo entusiasmo iniziale, si pensa subito che un sito web sia la soluzione automatica a tutti i problemi, quindi chiariamo:

  • il web è un’opportunità a medio termine bisogna affrontare una fase di test e misurazione del successo attraverso una serie di “esperimenti” (campagne pilota)
  • i risultati vanno valutati e raccolti nell’arco di almeno qualche mese.

La situazione è delicata, perché il rischio è di “infrangere le aspettative” di un potenziale cliente. Il piccolo artigiano od il piccolo imprenditore sono (tendenzialmente) molto interessati a intraprendere nuove sfide, se correttamente motivate e guidate. Ecco il motivo per cui le nostre consulenze internet e i nostri corsi sono rivolti non a grandi marchi ma a realtà locali medio piccole. Ci piace discutere con la persona che prende le decisioni e che le sostiene direttamente perché risponde in prima persona dei risultati. È bello condividere la sincerità e l’intraprendenza ma soprattutto sapere che, dietro a quello che si sta facendo da entrambe le parti c’è la passione. Queste sono le persone con cui ci piace costruire il lavoro ed è con questi imprenditori che ogni giorno mettiamo in campo tutta la nostra professionalità.

Perché il Web Marketing è fondamentale per avere successo con il web

Un sito web non da nessuna garanzia di visibilità e di conseguenza non dà un ritorno economico sull'investimento sostenuto per la realizzazione del sito Web.

I siti web nel mondo sono milioni e fare un un sito web senza nessuna attività marketing è come stampare una bella brochure e tenerla nel cassetto.

Facciamo un esempio. Supponiamo che un'azienda abbia un sito web dove vende gomme da neve a prezzi molto vantaggiosi.

Qual'è il comportamento del potenziale cliente?

Normalmente Le persone vanno su di un motore di ricerca, in genere Google, e cercano "gomme da neve" i risultati che appaiono possono essere svariate migliaia. Ovviamente nessuno li potra guardare tutti in genere nessun navigatore supera la terza pagina dei risultati, oltre il 90% si ferma addirittura alla prima pagina dei risultati.

Se il sito web dell'azienda in questione non compare tra questi primi 30 risultati sarà come se non esistesse!

Alcuni punti da considerare:

  • per quanto si abbiano prezzi competitivi se non si viene trovati non si vende;
  • anche se si spendono migliaia di euro per creare un sito stupefacente se non viene trovato abbiamo solo buttato via i nostri soldi;
  • Quindi per avere successo con il web è fondamentale il web marketing.

Il web marketing consente di:

  • migliorare la visibilità del sito Web;
  • ottenere maggiore qualità di visitatori;
  • ottenere un miglior posizionamento per le parole chiave desiderate;
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