L'importanza del funnel nella tua strategia marketing

Cari amici e amiche di SEMrush, torno a cavalcare un argomento a me ultimamente molto caro, ovvero l'importanza di saper creare un funnel strategico partendo dalla consapevolezza e dalla conoscenza dei dati che si hanno già a disposizione e dal concetto (forte a mio avviso) che le attività di SEO e Social Media Marketing non sono in contrapposizione, ma anzi è fondamentale saper strutturare un funnel capace di far interagire i due canali dell'inbound marketing.

Per questo oggi vi ripropongo in forma scritta il mio webinar leggermente rivisto dello scorso 14 giugno. Se volete rivederlo lo trovate al termine di questo articolo.

Dati, Analytics, Big Data

Non sto dando i numeri (in realtà si :), ma uno dei problemi principali degli operatori di settore è la quasi incapacità di saper partire da una base solida, ovvero dalla consapevolezza dei dati che si hanno a disposizione.

Funnel: la giusta interpretazione delle analytics

L'immagine che ho postato per enfatizzare il concetto riprende fortemente una teoria del mitico Avanish Kaushik, il quale nel suo libro, che consiglio vivamente di leggere, afferma che il problema principale di tanti addetti ai lavori, seppur superbi tecnicamente, è proprio l'incapacità di partire dai numeri a disposizione, aggiungendo che il problema nasce dal fatto che si ha una visione delle analytics ancora troppo obsoleta:

Il vecchio modo di interpretare i numeri (analytics) è al 99% focalizzato sul 'Da dove' provengono (i click), ma non sul 'Che cosa posso migliorare' e soprattutto 'Cosa dicono le mie buyer personas'.

Partendo da questo assunto, e avendo chiaro chi sono e cosa desiderano le mie buyer personas, allora è arrivato il momento di costruire il funnel.

Cosa è un Funnel? Perché è così importante nella tua strategia?

Il funnel (traduzione dall'inglese: imbuto) è una rappresentazione ideale del “viaggio” che le persone che non ci conoscono compiono partendo dalle prime informazioni che ricevono sulla nostra offerta fino all’acquisto oppure, nel caso peggiore, all’abbandono della relazione che hanno instaurato con la nostra azienda.

Che cos'è un funnel di marketing

L'immagine presa dal sito https://mktgessentials.com riassume in maniera esemplare le 4 fasi, che a mio avviso sono fondamentali quando si ha intenzione di creare un Funnel:

  1. Get Traffic: siamo all'entrata dell'imbuto, dove si trova la parte più grande del traffico. Cerchiamo di attrarre con tutte le tecniche dell'inbound marketing e della lead generation più prospect all'interno del nostro funnel. Tutte le versioni del marketing funnel hanno come imbocco dell’imbuto (la parte più ampia) la fase della creazione della cosiddetta “awareness” ovvero la conoscenza, il coinvolgimento. Una volta che il prospect ha raggiunto la nostra home page istituzionale, l’obiettivo delle azioni di marketing diventa la ”retention", ovvero trattenere il più possibile il visitatore sul nostro sito, invogliandolo a tornare a farci visita.
  2. Get Leads: gran parte dei consumatori online matura la propria decisione di acquisto prima di visitare il punto vendita (on e offline). Ecco perché è fondamentale cercare di chiarire ogni loro richiesta o dubbio sul sito aziendale.
  3. Get Sales: Il digital marketing funnel si dovrebbe concludere con un acquisto. Ecco perché è fondamentale che lungo il viaggio vengano richieste ai prospect  solo le informazioni strettamente necessarie per chiudere la vendita.
  4. Loyality and advocacy: una relazione duratura con il proprio cliente si potrà ottenere solo se riusciremo a generare valore lungo tutto il funnel. Essere in grado di fidelizzare un cliente è fondamentale, soprattutto perché rimpiazzare un acquirente che esce dal funnel è 5 volte più costoso che acquisirne uno nuovo.

Come viene suddiviso un funnel strategicamente?

Il funnel a livello puramente strategico può essere suddiviso in tre grosse macro aree che sono:

  1. Top of the Funnel (TOFU)
  2. Middle of the Funnel (MOFU)
  3. Bottom of the Funnel (BOFU)

Il TOFU lo possiamo considerare la strada di ingresso: in questa fase utilizzeremo tutti i canali a nostra disposizione per cercare di attrarre potenziali clienti. Il MOFU rappresenta il cuore del funnel, in particolar modo in questa fase viene messa in scena la fase di "compravendita", ovvero si cerca di trasformare un prospect in cliente. Il BOFU, la parte finale, ci suggerisce le varie tecniche di upselling e, nei casi più sfortunati, capire perché un prospect non è diventato nostro cliente e soprattutto capire come farlo rientrare nel nostro funnel successivamente.

Come attirare utenti nel funnel: i canali del TOFU

Rimanendo alla parte superiore del nostro imbuto vi sono diversi canali che possiamo utilizzare, che andrei a dividere in due macro aree: il paid advertising e la parte organica (è importante sottolineare come tutti canali siano importanti e nessuno escluda l'altro, ad esempio SEO e social sono perfetti insieme in una strategia integrata in quanto il primo canale, in caso di brand poco conosciuto, potrà avere ottimi posizionamenti, ma se non ha una ottima brand awarness difficilmente verra cliccato - vedi immagine)

Funnel: l'importanza di pianificare strategie su diversi canali di marketing

L'immagine che ho voluto comporre dovrebbe, in maniera simpatica, far capire che essere primi su Google non vuol dire click automatico, se chi occupa una posizione inferiore ha una brand identity talmente forte da ispirare fiducia maggiore rispetto al nostro brand. Cosa vuol dire? Che SEO e social si incontrano nel funnel cercando di creare questa empatia tra i due canali.

I canali principali che vengono utilizzati a livello digitale per poter attirare navigatori verso il nostro funnel sono:

  1. SEO;
  2. PPC (adwords);
  3. Facebook ADS;
  4. Emaill Marketing;
  5. Content Marketing;
  6. Lead nurturing (in fase successiva);
  7. Marketing automation;
  8. Analytics.

Questi sono soltanto quelli che ho inquadrato come principali, ma in generale ogni attività atta a generare traffico verso il nostro funnel può essere annoverata insieme a queste principali.

Riassumendo: il Funnel e le sue fasi

Questa parte, che è quella più in alto (e più ampia) del nostro imbuto, fa riferimento alle prime interazioni con il nostro brand. Nel mondo del marketing digitale queste interazioni avvengono solitamente attraverso le ricerche online (inbound marketing).

  • Middle of the Funnel (MOFU)

La strategia di marketing, a questo livello, è diretta a trasformare quella che è una semplice conoscenza della nostra azienda e dei nostri marchi in azioni concrete (vendite). Ciò che conta in questa fase del customer journey è come i visitatori interagiscono con il nostro sito.

  • Bottom of the Funnel (BOFU)

Si tratta del punto di non ritorno del marketing online, quello nel quale il visitatore compie l’acquisto oppure abbandona il sito.

Chiosa e consiglio finale

Adesso che anche tu hai ben chiaro cosa è un funnel, come si costruisce e come vanno gestiti i vari canali dell'inbound marketing, vorrei darti un ultimo consiglio di tipo strategico, che secondo me potrebbe salvare molte aziende dalla crisi.

Il più grosso errore che si è soliti fare quando si crea e si mette in moto un funnel è quello di concentrarsi principalmente sulla parte alta (TOFU) del funnel, in quanto si pensa, erroneamente, sempre ad acquisire nuovi clienti e si fa un errore a livello strategico gravissimo, quello di non concentrarsi sull'ultima parte del funnel, ovvero sui clienti che già sono in essere e cercare di stabilire una relazione proficua con loro, poiché questi ci hanno dato già fiducia e avendo già comprato da noi sarebbero più facile da convertire in nuove vendite rispetto ad un nuovo visitatore.

SEO e Social nel funnel di vendita digitale: il webinar

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Hai ancora qualche dubbio su come creare il tuo funnel?

Se il tuo sito non converte o i tuoi potenziali clienti escono dall'imbuto prima di convertire raccontami come hai impostato il tuo funnel e insieme proveremo a trovare la soluzione.

L'importanza del funnel nella tua strategia marketing

Cari amici e amiche di SEMrush, torno a cavalcare un argomento a me ultimamente molto caro, ovvero l'importanza di saper creare un funnel strategico partendo dalla consapevolezza e dalla conoscenza dei dati che si hanno già a disposizione e dal concetto (forte a mio avviso) che le attività di SEO e Social Media Marketing non sono in contrapposizione, ma anzi è fondamentale saper strutturare un funnel capace di far interagire i due canali dell'inbound marketing.

Per questo oggi vi ripropongo in forma scritta il mio webinar leggermente rivisto dello scorso 14 giugno. Se volete rivederlo lo trovate al termine di questo articolo.

Dati, Analytics, Big Data

Non sto dando i numeri (in realtà si :), ma uno dei problemi principali degli operatori di settore è la quasi incapacità di saper partire da una base solida, ovvero dalla consapevolezza dei dati che si hanno a disposizione.

Funnel: la giusta interpretazione delle analytics

L'immagine che ho postato per enfatizzare il concetto riprende fortemente una teoria del mitico Avanish Kaushik, il quale nel suo libro, che consiglio vivamente di leggere, afferma che il problema principale di tanti addetti ai lavori, seppur superbi tecnicamente, è proprio l'incapacità di partire dai numeri a disposizione, aggiungendo che il problema nasce dal fatto che si ha una visione delle analytics ancora troppo obsoleta:

Il vecchio modo di interpretare i numeri (analytics) è al 99% focalizzato sul 'Da dove' provengono (i click), ma non sul 'Che cosa posso migliorare' e soprattutto 'Cosa dicono le mie buyer personas'.

Partendo da questo assunto, e avendo chiaro chi sono e cosa desiderano le mie buyer personas, allora è arrivato il momento di costruire il funnel.

Cosa è un Funnel? Perché è così importante nella tua strategia?

Il funnel (traduzione dall'inglese: imbuto) è una rappresentazione ideale del “viaggio” che le persone che non ci conoscono compiono partendo dalle prime informazioni che ricevono sulla nostra offerta fino all’acquisto oppure, nel caso peggiore, all’abbandono della relazione che hanno instaurato con la nostra azienda.

Che cos'è un funnel di marketing

L'immagine presa dal sito https://mktgessentials.com riassume in maniera esemplare le 4 fasi, che a mio avviso sono fondamentali quando si ha intenzione di creare un Funnel:

  1. Get Traffic: siamo all'entrata dell'imbuto, dove si trova la parte più grande del traffico. Cerchiamo di attrarre con tutte le tecniche dell'inbound marketing e della lead generation più prospect all'interno del nostro funnel. Tutte le versioni del marketing funnel hanno come imbocco dell’imbuto (la parte più ampia) la fase della creazione della cosiddetta “awareness” ovvero la conoscenza, il coinvolgimento. Una volta che il prospect ha raggiunto la nostra home page istituzionale, l’obiettivo delle azioni di marketing diventa la ”retention", ovvero trattenere il più possibile il visitatore sul nostro sito, invogliandolo a tornare a farci visita.
  2. Get Leads: gran parte dei consumatori online matura la propria decisione di acquisto prima di visitare il punto vendita (on e offline). Ecco perché è fondamentale cercare di chiarire ogni loro richiesta o dubbio sul sito aziendale.
  3. Get Sales: Il digital marketing funnel si dovrebbe concludere con un acquisto. Ecco perché è fondamentale che lungo il viaggio vengano richieste ai prospect  solo le informazioni strettamente necessarie per chiudere la vendita.
  4. Loyality and advocacy: una relazione duratura con il proprio cliente si potrà ottenere solo se riusciremo a generare valore lungo tutto il funnel. Essere in grado di fidelizzare un cliente è fondamentale, soprattutto perché rimpiazzare un acquirente che esce dal funnel è 5 volte più costoso che acquisirne uno nuovo.

Come viene suddiviso un funnel strategicamente?

Il funnel a livello puramente strategico può essere suddiviso in tre grosse macro aree che sono:

  1. Top of the Funnel (TOFU)
  2. Middle of the Funnel (MOFU)
  3. Bottom of the Funnel (BOFU)

Il TOFU lo possiamo considerare la strada di ingresso: in questa fase utilizzeremo tutti i canali a nostra disposizione per cercare di attrarre potenziali clienti. Il MOFU rappresenta il cuore del funnel, in particolar modo in questa fase viene messa in scena la fase di "compravendita", ovvero si cerca di trasformare un prospect in cliente. Il BOFU, la parte finale, ci suggerisce le varie tecniche di upselling e, nei casi più sfortunati, capire perché un prospect non è diventato nostro cliente e soprattutto capire come farlo rientrare nel nostro funnel successivamente.

Come attirare utenti nel funnel: i canali del TOFU

Rimanendo alla parte superiore del nostro imbuto vi sono diversi canali che possiamo utilizzare, che andrei a dividere in due macro aree: il paid advertising e la parte organica (è importante sottolineare come tutti canali siano importanti e nessuno escluda l'altro, ad esempio SEO e social sono perfetti insieme in una strategia integrata in quanto il primo canale, in caso di brand poco conosciuto, potrà avere ottimi posizionamenti, ma se non ha una ottima brand awarness difficilmente verra cliccato - vedi immagine)

Funnel: l'importanza di pianificare strategie su diversi canali di marketing

L'immagine che ho voluto comporre dovrebbe, in maniera simpatica, far capire che essere primi su Google non vuol dire click automatico, se chi occupa una posizione inferiore ha una brand identity talmente forte da ispirare fiducia maggiore rispetto al nostro brand. Cosa vuol dire? Che SEO e social si incontrano nel funnel cercando di creare questa empatia tra i due canali.

I canali principali che vengono utilizzati a livello digitale per poter attirare navigatori verso il nostro funnel sono:

  1. SEO;
  2. PPC (adwords);
  3. Facebook ADS;
  4. Emaill Marketing;
  5. Content Marketing;
  6. Lead nurturing (in fase successiva);
  7. Marketing automation;
  8. Analytics.

Questi sono soltanto quelli che ho inquadrato come principali, ma in generale ogni attività atta a generare traffico verso il nostro funnel può essere annoverata insieme a queste principali.

Riassumendo: il Funnel e le sue fasi

Questa parte, che è quella più in alto (e più ampia) del nostro imbuto, fa riferimento alle prime interazioni con il nostro brand. Nel mondo del marketing digitale queste interazioni avvengono solitamente attraverso le ricerche online (inbound marketing).

  • Middle of the Funnel (MOFU)

La strategia di marketing, a questo livello, è diretta a trasformare quella che è una semplice conoscenza della nostra azienda e dei nostri marchi in azioni concrete (vendite). Ciò che conta in questa fase del customer journey è come i visitatori interagiscono con il nostro sito.

  • Bottom of the Funnel (BOFU)

Si tratta del punto di non ritorno del marketing online, quello nel quale il visitatore compie l’acquisto oppure abbandona il sito.

Chiosa e consiglio finale

Adesso che anche tu hai ben chiaro cosa è un funnel, come si costruisce e come vanno gestiti i vari canali dell'inbound marketing, vorrei darti un ultimo consiglio di tipo strategico, che secondo me potrebbe salvare molte aziende dalla crisi.

Il più grosso errore che si è soliti fare quando si crea e si mette in moto un funnel è quello di concentrarsi principalmente sulla parte alta (TOFU) del funnel, in quanto si pensa, erroneamente, sempre ad acquisire nuovi clienti e si fa un errore a livello strategico gravissimo, quello di non concentrarsi sull'ultima parte del funnel, ovvero sui clienti che già sono in essere e cercare di stabilire una relazione proficua con loro, poiché questi ci hanno dato già fiducia e avendo già comprato da noi sarebbero più facile da convertire in nuove vendite rispetto ad un nuovo visitatore.

SEO e Social nel funnel di vendita digitale: il webinar

[embedded content]

Hai ancora qualche dubbio su come creare il tuo funnel?

Se il tuo sito non converte o i tuoi potenziali clienti escono dall'imbuto prima di convertire raccontami come hai impostato il tuo funnel e insieme proveremo a trovare la soluzione.

Guida alla promozione di un ecommerce su Facebook

Nonostante la crisi dei consumi, sembra che l’ecommerce business to consumer in Italia non conosca crisi, come dimostra lo scenario mostrato da Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano, che ha presentato i trend per il 2017.

Quest’anno, infatti, l’ecommerce dovrebbe conoscere un crescita del 20%, raggiungendo il valore di 23,4 miliardi e a spingere gli acquisti sarà la maggiore propensione delle famiglie italiane a fare shopping online: aumentano infatti sia il numero di acquirenti sia la frequenza e lo scontrino medio.

Il numero di utenti online è cresciuto del 26% dal 2014 al 2016 ma ancora maggiore è stato l’incremento di valore del mercato dell’ecommerce – come spiega Roberto Lisca, presidente di Netcomm. E la crescita è destinata ad aumentare grazie al ruolo giocato dalla multicanalità, dalle vendite in mobilità e dall’interazione tra negozio fisico e canali digitali.

Non perdono il loro ruolo trainante i viaggi e le vacanze anche se nel periodo 2015-2017 la loro crescita è rallentata e si attesta “solo” al 10% in più. Molto meglio fanno i prodotti dell’elettronica di consumo e dell’hi-tech (+28%) accanto all’editoria che si avvicinerà agli 800 milioni di valore delle vendite. Resistono inoltre le assicurazioni, altro caposaldo nel settore dell’ecommerce.

In Italia si contano oggi quasi 21 milioni di acquirenti online, di cui 16 milioni (+25% nell’ultimo anno) sono clienti abituali di uno o più marchi online con una media di non meno di 3 acquisti a trimestre e uno scontrino medio di circa 100 euro. Sono queste le persone che generano ben il 94% delle vendite B2C. Altri 4,7 milioni di consumatori sono invece clienti sporadici che fanno 1 o 2 acquisti all’anno per uno scontrino medio di poco meno di 100 euro. Il motore degli acquisti online? Lo smartphone, soprattutto grazie alle app, mentre resiste il tablet con l’8% degli acquisti.  (Fonte: Il Sole 24 ore)

Facebook: il miglior canale di promozione per un ecommerce

Creare un ecommerce significa essere a metà dell’opera quando si parla di vendite online: questo perché l’ecommerce funziona solo se genera traffico e soprattutto vendite. Obiettivi facilmente raggiungibili se si promuove l’ecommerce sui canali migliori, quelli in grado di assicurare traffico qualificato e costante di potenziali clienti. Uno di questi canali è proprio Facebook, attraverso lo strumento delle inserzioni sponsorizzate o Facebook Ads che raggiungono milioni di utenti di ogni fascia d’età a un costo davvero basso.

Perché Facebook rappresenta oggi il miglior canale per promuovere il tuo ecommerce?

Ho individuato tre ragioni:

  1. È molto preciso nella definizione del target e permette di comunicare esclusivamente con gli utenti interessati al nostro prodotto e servizio in ogni momento della giornata e con la frequenza desiderata senza disperdere il budget. Considera che oggi Facebook è il più grande database online e permette di segmentare il target per interesse, aspetti demografici e comportamenti online.
  2. È facile da configurare e tramite il Pixel di Facebook si possono tracciare le azioni sullo store come l’aggiunta di prodotti al carrello, l’aggiunta delle informazioni di pagamento, l’acquisto e molto altro.
  3. Può essere ottimizzato per far fare agli utenti specifiche azioni. Un esempio? È possibile ottimizzare le campagne acquisti facendo in modo che sia il sistema stesso a proporre l’annuncio a chi più acquista online

Non dimentichiamoci poi che è un canale davvero alla portata di tutti, con un costo per la pubblicità che parte da 1 euro al giorno, risultati tracciabili e scalabili e offerta di soluzioni pubblicitarie sempre nuove che raggiungono milioni di persone non solo su Facebook ma anche su Instagram.

Come promuovere il tuo ecommerce su Facebook

L’unico requisito per fare pubblicità su Facebook è l’apertura di un account pubblicitario attraverso il Business manager.

Promozione di un ecommerce su Facebook: uso di Business Manager

Dovrai poi configurare l’ecommerce per farlo comunicare con Facebook attraverso un pezzo di codice, il Pixel di Facebook. In questo modo Facebook riuscirà a capire cosa fanno gli utenti sul sito web e a utilizzare questa informazione per ottimizzare le nostre campagne. Vediamo come procedere.

Crea il Pixel assegnandogli un nome:

Come creare il pixel di Facebook

Attivare il pixel di Facebook: installare il codice

Ora devi installare il codice per permettere il tracciamento delle azioni degli utenti. Puoi scegliere tra 2 opzioni: 

Come installare il codice del pixel di Facebook: 2 opzioni

 1. Usare una piattaforma di gestione dei tag tra quelle che hanno l'integrazione per il pixel di Facebook

Promozione su Facebook: integrazioni per inserire il pixel di Facebook

2. Inserire manualmente il codice di tracciamento, copiandolo e incollandolo nel tuo sito

Facebook pixel: installazione manuale

A cosa serve il Pixel di Facebook? Ad esempio al remarketing, in quanto ci permette di proporre la nostra inserzione alle persone che hanno visitato il sito web negli ultimi 30 giorni o in un altro periodo di tempo.

Considerando che il 99% delle persone non acquista alla prima visita, fare remarketing è il modo migliore per tenersi in contatto con chi ci ha già conosciuti e invitarlo a completare la conversione.

Non è tutto. Un’altra campagna molto utile alla promozione del tuo ecommerce su Facebook è la campagna ottimizzata per le conversioni, ovvero per portare l’utente a compiere azioni specifiche sul tuo sito web. Per esempio l’acquisto, che può essere monitorato inserendo il Pixel di Facebook nella pagina di ringraziamento su cui l’utente arriva dopo aver effettuato l’acquisto.

Ecco che Facebook comincerà a mostrare l’inserzione alle persone che hanno mostrato interesse verso gli acquisti online in passato e che sono quindi il target ideale della tua campagna.

Non solo Facebook: la visibilità anche su Instagram

Il consiglio è lasciare che sia Facebook a consigliare il posizionamento migliore per le inserzioni, in modo da attivare in automatico anche il posizionamento Instagram e raggiungere milioni di utenti in più. Se proprio vuoi personalizzare il posizionamento ottimizzandolo per il mobile deseleziona l’opzione "Colonna Destra".

Come puoi vedere, la promozione del tuo ecommerce su Facebook è un’attività complessa che va affidata a un consulente esperto di web marketing, soprattutto in un mondo in cui le abitudini d’acquisto stanno cambiando profondamente e i social network hanno sviluppato un ruolo fondamentale nella promozione dell’acquisto online.

Promozione dell’ecommerce su Facebook: Case history 1

Tra le varie case history che riguardano la promozione di un ecommerce su Facebook voglio segnalarti Hautelook, un ecommerce di abbigliamento e accessori di lusso a cui si accede solo su invito. Hautelook ha deciso di affidarsi a Facebook come canale per il rafforzamento del brand e l’incremento delle vendite, attraverso una campagna di sconto del 50% rivolta solo ai fan e limitata ad un giorno solo per la collezione del brand partner Diane Von Furstenberg (DVF).

Per procedere alla targhetizzazione sono stati creati annunci rivolti agli utenti che hanno aggiunto fra gli interessi brand simili ad Hautelook e altri shop online di prodotti di alta moda con l’invito a mettere Like alla pagina per accedere all’offerta speciale. Accanto a questa attività sono stati creati post organici per mostrare i prodotti oggetto dell’offerta, al fine di generare curiosità e attesa.

Facebook Ads per un ecommerce: case study 1

Il terzo elemento è stato l’organizzazione di un contest in cui i partecipanti potevano invitare i loro amici per vincere il premio finale, uno scialle DVF e un buono omaggio di 500 euro da spendere sullo shop. A questo punto sarete curiosi di conoscere i risultati della campagna...

Facebook ha generato il 10% delle vendite complessive sul sito Hautelook per il giorno dell’evento, sono diventati fan 36.000 utenti e il 40% delle transazioni via Facebook è stato fatto da nuovi clienti. Un dato sulle visualizzazioni? La campagna è stata vista 55 milioni di volte.

Promozione dell’ecommerce su Facebook: Case history 2

Vediamo ora un’azienda che voleva ottenere nuovi clienti all’estero: Domino’s Pizza, catena diffusa negli USA ma anche in Israele e Regno Unito. Per celebrare il 51° anniversario del marchio, è stata lanciata una campagna con uno sconto del 50% sugli ordini effettuati online dai fan Facebook.

Facebook Ads per promuovere un ecommerce: case study 2

Una campagna importante che ha coinvolto tutte le 20 Fanpage di Domino’s Pizza in altrettanti Paesi e realizzata attraverso Sponsored Stories localizzate. Una campagna che ha fatto acquistare online nelle 24 ore di durata dell’offerta oltre 542.000 persone.

Grazie a Facebook Domino’s Pizza ha battuto tutti i record di vendita in un solo giorno ed è la dimostrazione chiara ed evidente di come le Facebook Ads possano realmente ampliare il business di un’ecommerce.

Hai un ecommerce? Hai mai provato ad utilizzare Facebook per aumentare le tue vendite?

Raccontami la tua esperienza! Ti aspetto qui nei commenti.

Guida alla promozione di un ecommerce su Facebook

Nonostante la crisi dei consumi, sembra che l’ecommerce business to consumer in Italia non conosca crisi, come dimostra lo scenario mostrato da Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano, che ha presentato i trend per il 2017.

Quest’anno, infatti, l’ecommerce dovrebbe conoscere un crescita del 20%, raggiungendo il valore di 23,4 miliardi e a spingere gli acquisti sarà la maggiore propensione delle famiglie italiane a fare shopping online: aumentano infatti sia il numero di acquirenti sia la frequenza e lo scontrino medio.

Il numero di utenti online è cresciuto del 26% dal 2014 al 2016 ma ancora maggiore è stato l’incremento di valore del mercato dell’ecommerce – come spiega Roberto Lisca, presidente di Netcomm. E la crescita è destinata ad aumentare grazie al ruolo giocato dalla multicanalità, dalle vendite in mobilità e dall’interazione tra negozio fisico e canali digitali.

Non perdono il loro ruolo trainante i viaggi e le vacanze anche se nel periodo 2015-2017 la loro crescita è rallentata e si attesta “solo” al 10% in più. Molto meglio fanno i prodotti dell’elettronica di consumo e dell’hi-tech (+28%) accanto all’editoria che si avvicinerà agli 800 milioni di valore delle vendite. Resistono inoltre le assicurazioni, altro caposaldo nel settore dell’ecommerce.

In Italia si contano oggi quasi 21 milioni di acquirenti online, di cui 16 milioni (+25% nell’ultimo anno) sono clienti abituali di uno o più marchi online con una media di non meno di 3 acquisti a trimestre e uno scontrino medio di circa 100 euro. Sono queste le persone che generano ben il 94% delle vendite B2C. Altri 4,7 milioni di consumatori sono invece clienti sporadici che fanno 1 o 2 acquisti all’anno per uno scontrino medio di poco meno di 100 euro. Il motore degli acquisti online? Lo smartphone, soprattutto grazie alle app, mentre resiste il tablet con l’8% degli acquisti.  (Fonte: Il Sole 24 ore)

Facebook: il miglior canale di promozione per un ecommerce

Creare un ecommerce significa essere a metà dell’opera quando si parla di vendite online: questo perché l’ecommerce funziona solo se genera traffico e soprattutto vendite. Obiettivi facilmente raggiungibili se si promuove l’ecommerce sui canali migliori, quelli in grado di assicurare traffico qualificato e costante di potenziali clienti. Uno di questi canali è proprio Facebook, attraverso lo strumento delle inserzioni sponsorizzate o Facebook Ads che raggiungono milioni di utenti di ogni fascia d’età a un costo davvero basso.

Perché Facebook rappresenta oggi il miglior canale per promuovere il tuo ecommerce?

Ho individuato tre ragioni:

  1. È molto preciso nella definizione del target e permette di comunicare esclusivamente con gli utenti interessati al nostro prodotto e servizio in ogni momento della giornata e con la frequenza desiderata senza disperdere il budget. Considera che oggi Facebook è il più grande database online e permette di segmentare il target per interesse, aspetti demografici e comportamenti online.
  2. È facile da configurare e tramite il Pixel di Facebook si possono tracciare le azioni sullo store come l’aggiunta di prodotti al carrello, l’aggiunta delle informazioni di pagamento, l’acquisto e molto altro.
  3. Può essere ottimizzato per far fare agli utenti specifiche azioni. Un esempio? È possibile ottimizzare le campagne acquisti facendo in modo che sia il sistema stesso a proporre l’annuncio a chi più acquista online

Non dimentichiamoci poi che è un canale davvero alla portata di tutti, con un costo per la pubblicità che parte da 1 euro al giorno, risultati tracciabili e scalabili e offerta di soluzioni pubblicitarie sempre nuove che raggiungono milioni di persone non solo su Facebook ma anche su Instagram.

Come promuovere il tuo ecommerce su Facebook

L’unico requisito per fare pubblicità su Facebook è l’apertura di un account pubblicitario attraverso il Business manager.

Promozione di un ecommerce su Facebook: uso di Business Manager

Dovrai poi configurare l’ecommerce per farlo comunicare con Facebook attraverso un pezzo di codice, il Pixel di Facebook. In questo modo Facebook riuscirà a capire cosa fanno gli utenti sul sito web e a utilizzare questa informazione per ottimizzare le nostre campagne. Vediamo come procedere.

Crea il Pixel assegnandogli un nome:

Come creare il pixel di Facebook

Attivare il pixel di Facebook: installare il codice

Ora devi installare il codice per permettere il tracciamento delle azioni degli utenti. Puoi scegliere tra 2 opzioni: 

Come installare il codice del pixel di Facebook: 2 opzioni

 1. Usare una piattaforma di gestione dei tag tra quelle che hanno l'integrazione per il pixel di Facebook

Promozione su Facebook: integrazioni per inserire il pixel di Facebook

2. Inserire manualmente il codice di tracciamento, copiandolo e incollandolo nel tuo sito

Facebook pixel: installazione manuale

A cosa serve il Pixel di Facebook? Ad esempio al remarketing, in quanto ci permette di proporre la nostra inserzione alle persone che hanno visitato il sito web negli ultimi 30 giorni o in un altro periodo di tempo.

Considerando che il 99% delle persone non acquista alla prima visita, fare remarketing è il modo migliore per tenersi in contatto con chi ci ha già conosciuti e invitarlo a completare la conversione.

Non è tutto. Un’altra campagna molto utile alla promozione del tuo ecommerce su Facebook è la campagna ottimizzata per le conversioni, ovvero per portare l’utente a compiere azioni specifiche sul tuo sito web. Per esempio l’acquisto, che può essere monitorato inserendo il Pixel di Facebook nella pagina di ringraziamento su cui l’utente arriva dopo aver effettuato l’acquisto.

Ecco che Facebook comincerà a mostrare l’inserzione alle persone che hanno mostrato interesse verso gli acquisti online in passato e che sono quindi il target ideale della tua campagna.

Non solo Facebook: la visibilità anche su Instagram

Il consiglio è lasciare che sia Facebook a consigliare il posizionamento migliore per le inserzioni, in modo da attivare in automatico anche il posizionamento Instagram e raggiungere milioni di utenti in più. Se proprio vuoi personalizzare il posizionamento ottimizzandolo per il mobile deseleziona l’opzione "Colonna Destra".

Come puoi vedere, la promozione del tuo ecommerce su Facebook è un’attività complessa che va affidata a un consulente esperto di web marketing, soprattutto in un mondo in cui le abitudini d’acquisto stanno cambiando profondamente e i social network hanno sviluppato un ruolo fondamentale nella promozione dell’acquisto online.

Promozione dell’ecommerce su Facebook: Case history 1

Tra le varie case history che riguardano la promozione di un ecommerce su Facebook voglio segnalarti Hautelook, un ecommerce di abbigliamento e accessori di lusso a cui si accede solo su invito. Hautelook ha deciso di affidarsi a Facebook come canale per il rafforzamento del brand e l’incremento delle vendite, attraverso una campagna di sconto del 50% rivolta solo ai fan e limitata ad un giorno solo per la collezione del brand partner Diane Von Furstenberg (DVF).

Per procedere alla targhetizzazione sono stati creati annunci rivolti agli utenti che hanno aggiunto fra gli interessi brand simili ad Hautelook e altri shop online di prodotti di alta moda con l’invito a mettere Like alla pagina per accedere all’offerta speciale. Accanto a questa attività sono stati creati post organici per mostrare i prodotti oggetto dell’offerta, al fine di generare curiosità e attesa.

Facebook Ads per un ecommerce: case study 1

Il terzo elemento è stato l’organizzazione di un contest in cui i partecipanti potevano invitare i loro amici per vincere il premio finale, uno scialle DVF e un buono omaggio di 500 euro da spendere sullo shop. A questo punto sarete curiosi di conoscere i risultati della campagna...

Facebook ha generato il 10% delle vendite complessive sul sito Hautelook per il giorno dell’evento, sono diventati fan 36.000 utenti e il 40% delle transazioni via Facebook è stato fatto da nuovi clienti. Un dato sulle visualizzazioni? La campagna è stata vista 55 milioni di volte.

Promozione dell’ecommerce su Facebook: Case history 2

Vediamo ora un’azienda che voleva ottenere nuovi clienti all’estero: Domino’s Pizza, catena diffusa negli USA ma anche in Israele e Regno Unito. Per celebrare il 51° anniversario del marchio, è stata lanciata una campagna con uno sconto del 50% sugli ordini effettuati online dai fan Facebook.

Facebook Ads per promuovere un ecommerce: case study 2

Una campagna importante che ha coinvolto tutte le 20 Fanpage di Domino’s Pizza in altrettanti Paesi e realizzata attraverso Sponsored Stories localizzate. Una campagna che ha fatto acquistare online nelle 24 ore di durata dell’offerta oltre 542.000 persone.

Grazie a Facebook Domino’s Pizza ha battuto tutti i record di vendita in un solo giorno ed è la dimostrazione chiara ed evidente di come le Facebook Ads possano realmente ampliare il business di un’ecommerce.

Hai un ecommerce? Hai mai provato ad utilizzare Facebook per aumentare le tue vendite?

Raccontami la tua esperienza! Ti aspetto qui nei commenti.

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